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PCD dei cerchi: cos’è, cosa significa e perché è fondamentale per la compatibilità

4×100, 5×112, 5×114,3, 6×139,7

Sono sigle che compaiono continuamente nelle specifiche tecniche di una ruota. A prima vista possono sembrare semplicemente una serie di numeri, ma identificano uno dei parametri fondamentali per poter montare correttamente un cerchio su un veicolo: il PCD.

PCD significa Pitch Circle Diameter e descrive la disposizione dei fori utilizzati per fissare la ruota al mozzo.

Vediamo esattamente cosa significa, come si legge e perché conoscere il PCD da solo non è comunque sufficiente per stabilire la compatibilità di una ruota.

Cos’è il PCD di un cerchio?

Il PCD – Pitch Circle Diameter è il diametro, espresso normalmente in millimetri, della circonferenza immaginaria che passa attraverso il centro dei fori di fissaggio della ruota.

Il numero dei fori viene indicato insieme al diametro della circonferenza. Si tratta di due informazioni distinte dal diametro del foro centrale, che identifica invece il centraggio della ruota sul mozzo.

Prendiamo un esempio molto comune: 5×114,3.

La sigla indica:

  • 5 = numero dei fori di fissaggio;
  • 114,3 mm = diametro della circonferenza sulla quale sono posizionati i centri dei cinque fori.

Lo stesso principio vale per configurazioni come:

  • 4×100 → quattro fori su una circonferenza di 100 mm;
  • 5×112 → cinque fori su una circonferenza di 112 mm;
  • 6×139,7 → sei fori su una circonferenza di 139,7 mm.

In inglese questa configurazione viene comunemente chiamata anche bolt pattern o bolt circle.

PCD e “interasse” sono la stessa cosa?

Nel linguaggio comune il PCD viene spesso chiamato interasse dei fori.

È un termine comprensibile, ma può generare un equivoco.

Il PCD non indica necessariamente la distanza diretta tra due fori, ma il diametro della circonferenza sulla quale sono distribuiti tutti i punti di fissaggio.

Questo diventa particolarmente evidente nei cerchi con cinque fori: non esiste infatti un foro perfettamente opposto ad un altro attraverso il centro della ruota.

È quindi più corretto pensare al PCD come al diametro del bolt circle, piuttosto che come alla semplice distanza tra due bulloni.

Come si misura il PCD?

Il metodo dipende dal numero di fori.

Cerchi con numero pari di fori

Con configurazioni come 4, 6 oppure 8 fori, il principio è relativamente semplice.

Poiché esistono due fori diametralmente opposti, il PCD può essere ricavato misurando la distanza da centro a centro tra due fori opposti.

Quella distanza corrisponde direttamente al diametro della circonferenza.

Su un 4×100, per esempio, i centri di due fori contrapposti si trovano a 100 mm di distanza.

Cerchi con cinque fori

Con cinque fori la situazione è differente, perché non esiste un foro esattamente opposto.

Esistono diversi sistemi geometrici per ricavare il PCD partendo dalle distanze tra i fori, ma una misurazione manuale può facilmente produrre risultati imprecisi. Alcuni PCD a cinque fori presentano valori molto vicini tra loro: una misurazione approssimativa può quindi portare a un’identificazione errata.

Per una verifica corretta è preferibile utilizzare una dima o uno strumento specifico per il PCD, oppure consultare le specifiche tecniche della vettura e della ruota.

Per un’applicazione reale, soprattutto quando si tratta di ruote destinate a utilizzi sportivi o gravosi, la misura rilevata manualmente non dovrebbe sostituire la verifica dei dati tecnici.

Attenzione ai PCD molto simili

Una differenza di pochi millimetri può sembrare insignificante osservando una ruota, ma non lo è.

Configurazioni come:

5×110
5×112
5×114,3
5×115

sono PCD differenti.

La presenza dello stesso numero di fori e valori numericamente vicini non rende le configurazioni intercambiabili. La ruota deve utilizzare il sistema di fissaggio previsto per quella specifica applicazione. In particolare sulle configurazioni a cinque fori, si raccomanda di verificare il bolt pattern tramite dati di fitment affidabili proprio perché alcune misure possono essere difficili da distinguere manualmente.

Perché alcuni PCD hanno valori decimali?

Valori come 114,3 mm, 120,65 mm, 139,7 mm oppure 165,1 mm possono sembrare insoliti rispetto a misure più “tonde” come 100, 110 o 120 mm.

In molti casi derivano dalla conversione di misure originariamente espresse in pollici.

Per esempio:

114,3 mm = 4,5″

127 mm = 5″

139,7 mm = 5,5″

165,1 mm = 6,5″

Per questo lo stesso bolt pattern può essere indicato, soprattutto sul mercato nordamericano, come 5×114,3 oppure 5×4.5″.

Perché il PCD è così importante?

Il PCD definisce geometricamente la posizione dei punti attraverso i quali la ruota viene fissata al mozzo. Fori della ruota e sistema di fissaggio del veicolo devono quindi corrispondere alla configurazione prevista.

Ma c’è un aspetto da chiarire: avere lo stesso PCD non significa automaticamente che due ruote siano intercambiabili.

Il PCD è soltanto uno dei parametri che determinano la compatibilità. Devono essere verificati anche ET, foro centrale, dimensioni della ruota, bulloneria e spazio disponibile rispetto a sospensioni e impianto frenante.

La compatibilità nasce dalla combinazione di queste caratteristiche e dalle specifiche del veicolo sul quale la ruota deve essere montata.

PCD e foro centrale: qual è la differenza?

Sono due misure completamente diverse.

Il PCD descrive la disposizione dei fori di fissaggio.

Il foro centrale, chiamato anche Center Bore o CB, indica invece il diametro dell’apertura centrale della ruota destinata ad accoppiarsi con la zona centrale del mozzo.

Per esempio, una ruota può avere:

PCD: 5×112
Center Bore: 66,6 mm

Sono due specifiche indipendenti e devono essere considerate separatamente durante la verifica dell’applicazione.

PCD ed ET sono collegati?

No: descrivono due caratteristiche geometriche differenti.

Il PCD riguarda la disposizione dei punti di fissaggio.

L’ET, o offset, indica invece la posizione del piano di appoggio della ruota rispetto alla mezzeria del canale.

Una ruota può quindi essere prodotta con lo stesso PCD ma con valori di ET differenti, a seconda della vettura e dell’applicazione prevista.

Abbiamo approfondito il funzionamento dell’offset anche nel nostro articolo dedicato all’ET dei cerchi.

E la bulloneria?

Anche in questo caso, conoscere il PCD non basta.

Bulloni o dadi devono essere compatibili con il sistema previsto per ruota e veicolo, considerando caratteristiche come filettatura, geometria della sede, lunghezza e specifiche di serraggio.

Il PCD descrive la disposizione dei punti di fissaggio, ma non identifica il tipo di bulloneria da utilizzare. Queste caratteristiche devono essere verificate separatamente per la specifica applicazione.

Esistono cerchi con più di un PCD?

Sì. Alcune ruote possono essere realizzate con doppia foratura, cioè con due diversi bolt pattern sulla stessa ruota.

Questo permette di utilizzare la ruota con più configurazioni di fissaggio, quando previsto dal progetto e dalla relativa applicazione.

Non significa però che una ruota sia “universale”: ogni configurazione deve essere verificata insieme agli altri parametri che determinano la compatibilità con il veicolo.

PCD uguale significa ruota compatibile?

No.

Due ruote possono avere entrambe, per esempio, un PCD 5×114,3 ed essere comunque progettate per applicazioni completamente differenti.

Per verificare correttamente il fitment bisogna considerare almeno:

  • diametro della ruota;
  • larghezza del canale;
  • PCD e numero dei fori;
  • foro centrale;
  • ET;
  • bulloneria;
  • ingombri verso sospensioni e impianto frenante;
  • pneumatici previsti;
  • caratteristiche e requisiti della specifica applicazione.

Il PCD è quindi una delle prime verifiche da fare, ma non è l’unica.

In sintesi

Il PCD – Pitch Circle Diameter identifica la disposizione dei fori utilizzati per fissare la ruota al veicolo.

In una sigla come:

5×114,3

5 indica il numero dei fori, mentre 114,3 mm è il diametro della circonferenza immaginaria che passa attraverso il loro centro.

Non indica il diametro del foro centrale, non determina l’ET e non identifica il tipo di bulloneria.

E soprattutto:

lo stesso PCD non garantisce da solo la compatibilità tra una ruota e una vettura.

Il corretto fitment nasce dalla combinazione di tutti i parametri della ruota e dalle specifiche dell’applicazione.


FAQ

Cosa significa PCD?

PCD significa Pitch Circle Diameter ed è il diametro della circonferenza immaginaria che passa attraverso il centro dei fori di fissaggio della ruota.

Cosa significa 5×114,3?

Significa che la ruota utilizza cinque punti di fissaggio, disposti su una circonferenza del diametro di 114,3 mm.

PCD e interasse sono la stessa cosa?

Nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati come sinonimi. Tecnicamente, però, il PCD indica il diametro della circonferenza dei fori, non necessariamente la distanza diretta tra due fori.

Come si misura il PCD di un cerchio a quattro fori?

Su una configurazione a quattro fori si può misurare la distanza da centro a centro tra due fori diametralmente opposti.

Come si misura un PCD a cinque fori?

Non essendoci due fori perfettamente opposti, la misurazione è meno immediata. Per evitare errori è preferibile utilizzare una dima PCD oppure verificare le specifiche tecniche ufficiali.

Una ruota 5×112 può essere montata su un mozzo 5×114,3?

Sono due PCD differenti e non devono essere considerati direttamente intercambiabili. La compatibilità deve corrispondere alla configurazione prevista e approvata per la specifica ruota e il veicolo.

Due cerchi con lo stesso PCD sono compatibili con le stesse auto?

Non necessariamente. Possono avere foro centrale, ET, larghezza, bulloneria, geometria interna e altre caratteristiche differenti.

Il PCD determina anche il foro centrale?

No. PCD e Center Bore sono due parametri separati.

Perché esiste il PCD 114,3?

114,3 mm corrispondono esattamente a 4,5 pollici. Alcuni PCD con valori decimali derivano infatti da dimensioni originariamente espresse nel sistema imperiale.


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